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CARTA
DEI PRINCIPI
per l'educazione ambientale
orientata allo sviluppo sostenibile e consapevole
Fiuggi
24 Aprile1997
Premessa
I
Ministeri italiani della Pubblica Istruzione e dell'Ambiente hanno
promosso dal 1987 intese, protocolli, circolari, accordi per il
coordinamento delle iniziative nel campo dell'educazione ambientale.
Dall'ottobre 1996 èattivo il comitato interministeriale di indirizzo e
coordinamento. Il Comitato si è insediato il 31 ottobre, decidendo tra
l'altro di dedicare le iniziative del 1997 alla memoria di Antonio
Cederna, ed ha promosso il Seminario di aggiornamento "A scuola
d'ambiente" svoltosi a Fiuggi dal 21 al 24 aprile 1997, primo atto
di un'azione programmatica di coordinamento e di indirizzo finalizzata a
dare vita ad un efficace ed organico Sistema Nazionale per l'educazione
ambientale.
Dopo
le conclusioni dei lavori del Seminario, il Comitato propone una Carta
dei principi rivolta agli operatori, all'opinione pubblica, ai cittadini
italiani sulla quale apre una vasta consultazione in vista della
convocazione della prima settimana nazionale dell'educazione ambientale.
ARTICOLI
1. L'umanità è posta di
fronte aduna grande sfida educativa: rendere praticabile lo sviluppo
sostenibile, garantendo il soddisfacimento dei bisogni attuali senza
compromettere le possibilità delle generazioni future.
L'educazione può rendere le persone più sensibili rispetto alle
questioni etiche e ambientali, ai valori e alle attitudini, alle abilità
e ai comportamentinella prospettiva dello sviluppo sostenibile.
2. La Carta dei principi dell'educazione ambientale in Italia si rivolge
ai cittadini di ogni età come alla Pubblica Amministrazione, alle
imprese come ai lavoratori, alle scuole come alle agenzie educative del
territorio. La Carta orienta la ricerca, la riflessione, il confronto,
la diffusione, la qualificazione, la socializzazione delle scelte
pubbliche volte allo sviluppo sostenibile e si integra con il processo
di rinnovamento delle strutture educative del sistema formativo.
3. La Carta si rivolge alle bambine ed ai bambini, i soggetti in età
evolutiva, che sono cittadini di oggi e di domani. Le bambine e i
bambini hanno il diritto di formarsi una propria opinione, di esprimerla
liberamente, di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano le
risorse e lo sviluppo.
Le
istituzioni pubbliche devono garantire tale diritto contribuendo a
prepararli ad assumere le responsabilità della vita in una società
libera, in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza, di equità,
di opportunità, fra i sessi e fra tutti i popoli, i gruppi etnici,
nazionali e religiosi.
4. L'educazione allo sviluppo sostenibile deve divenire un elemento
strategico per la promozione di comportamenti critici e propositivi dei
cittadini verso il proprio contesto ambientale.
L'educazione ambientale forma alla cittadinanza attiva e consente di
comprendere la complessità delle relazioni tra natura e attività
umane, tra risorse ereditate, da risparmiare e da trasmettere, e
dinamiche della produzione, del consumo e della solidarietà.
L'educazione ambientale è globale e comprende l'istruzione formale, la
sensibilizzazione e la formazione.
L'educazione ambientale si protrae per tutta la durata dell'esistenza,
prepara l'individuo alla vita e coinvolge, direttamente e continuamente,
tutte le generazioni sulla base del principio che ognuna ha qualcosa da
imparare dalle altre.
5. L'educazione ambientale deve divenire componente organica di tutte le
politiche pubbliche, quelle formative ed ambientali innanzitutto.
La
tutela e la valorizzazione delle risorse naturali e umane implicano
norme e scelte semplici che definiscono una nuova cittadinanza e
convivenza delle specie viventi.
L'educazione ambientale deve orientare l'intervento delle istituzioni e
il ruolo delle comunicazioni di massa.
6. L'educazione ambientale interloquisce con il funzionamento e
l'evoluzione degli ecosistemi naturali, con le modificazioni indotte
dalle attività umane con i contributi della ricerca scientifica e
dell'innovazione tecnologica.
In
ambito scolastico l'educazione ambientale non è circoscrivibile entro i
confini di una nuova materia,né si può identificare con qualche
contenuto preferenziale; l'educazione ambientale è interdisciplinare e
trasversale, lavora sui tempi lunghi.
7. L'educazione ambientale contribuisce a
ricostruire il senso di identità e le radici di appartenenza,dei
singoli e dei gruppi, a sviluppare il senso civico e di responsabilità
verso la res pubblica, a diffondere la cultura della partecipazione e
della cura per la qualità del proprio ambiente, creando anche un
rapporto affettivo tra le persone, la comunità ed il territorio.
8. Le attività ed iniziative di educazione
ambientale, pur nella varietà di forme e stili organizzativi, pur senza
pretese di esaustività:
- coinvolgono conoscenze,
valori, comportamenti, esperienze dirette per il rispetto e
l'interazione tra la pluralità delle forme di vita presenti
nell'ambiente;
- hanno la possibilità di
costruire e diffondere una cultura moderna "capace di
futuro", capace cioè di andare oltre la dimensione dell'usa e
getta e di ispirare le proprie azioni al "senso del
limite";
- promuovono opportunità e
contesti per favorire lo sviluppo di qualità dinamiche, per
costruire la capacità di prendere decisioni in condizioni di
incertezza, per far crescere la consapevoIezza che la capacità di
prevedere non si può disgiungere dalla disponibilità ad affrontare
l'imprevedibile, per educare al confronto e alla gestione dei
conflitti, tra punti di vista diversi;
- rafforzano coerenze tra
l'agire e il sapere, tra l'enunciazione ed il comportamento.
9. L'educazione ambientale si esprime
attraversol'agire educativo e l'educare agendo. Richiede:
- percorsi in cui capire,
osservare, fare, curare, che coinvolgono valori, saperi, conoscenze,
opinioni, emozioni, operatività, relazioni, sui quali si
costituiscono proposte ed elementi di un futuro possibile;
- spirito esplorativo e
processi di costruzione delle conoscenze (piuttosto che la
trasmissione dei saperi);
- innovazione metodologica,
didattica e organizzativa, coinvolgendo tutte le agenzie della
formazione, lavorando per progetti, in una dimensione di ricerca
vera e aperta, lungo percorsi trasversali, creando i presupposti per
un diverso rapporto con le discipline e tra le discipline;
- modificazione dei ruoli
tradizionali di insegnamento/apprendimento;
- cooperazione fra la scuola,
le altre agenzie formative e i cittadini
10. Ogni individuo ha un ruolo importante e
insostituibile per l'educazione ambientale e per il mantenere,
salvaguardare e migliorare la qualità dell'ambiente,
- quale cittadino singolo e
protagonista di movimenti collettivi ed associazioni;
- quale produttore di beni e
di servizi, di rischi, inquinamenti e rifiuti;
- quale consumatore di beni e
servizi, di risorse esauribili in forme diseguali.
E'
compito delle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche,
organizzare, promuovere e favorire attività di educazione ambientale,
che è anche una competenza istituzionale propria e specifica, da
coordinare e integrare in una rete costituita dai soggetti pubblici e
privati che svolgono attività di educazione ambientale sul territorio.
L'Italia ribadisce gli
impegni internazionaliper la qualificazione e il rafforzamento delle
attività di educazione ambientale.
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